‘Fontanili 15' di Milano – Studio Canova

25/05/09
La produzione

Altro considerevole studio che si apre sul cortile ‘Fontanili 15’ attorno al quale si raccolgono tre importanti realtà musicali a Milano è quello di Michele Iorfida Canova (ndr, ‘Fontanili 15’ di Milano: si consiglia la lettura degli altri due articoli su Studio Pinaxa e Nautilus Mastering). Canova si è affermato negli anni quale produttore e arrangiatore di spicco nella discografia italiana, è il genio musicale dietro molti degli ultimi successi e novità da classifica. Da Tiziano Ferro a Jovanotti, al più recente fenomeno Giusy Ferreri, Canova è riuscito a dare un tocco di originalità e una ventata d’aria fresca alla musica italiana, ed è ora uno dei produttori più ricercati.

   

Lo studio è composto da più ambienti: una sala più piccola, equipaggiata con un sistema Pro Tools HD 2 Accel PCIe con due interfacce 192 I/O di Digidesign, utilizzata principalmente dai collaboratori Davide Tagliapietra e Christian Rigano e affiancata da una saletta ripresa, e poi lo studio principale, il ‘mondo Canova’, un sorprendente ambiente tutto tappezzato da outboard, periferiche e strumentazione varia, dove è possibile scegliere dai Synth modulari a una vasta scelta di Synth moderni, oppure da svariati amplificatori di chitarra e basso fino a un piano acustico Disklavier, tutto pronto all’uso e rigorosamente cablato. Il sogno del possibilismo sonoro che si fa realtà. Al centro della regia fa bella figura un ICON D-Command con Pro Tools HD 6, sette interfacce Digidesign, due Apogee …. e ovviamente un sacco di plug-in!


Che approccio hai alla produzione di un brano e, senza svelarci i tuoi segreti, cosa ritieni sia tecnicamente fondamentale nella stesura di un brano che ‘funziona’?
“Al centro è sempre la canzone. Intorno ad essa cerco di creare un ‘universo sonoro’ che la valorizzi e la aiuti ad essere ascoltata ed apprezzata da più persone possibili.
Le possibilità tecniche che la tecnologia offre, in particolare io uso Pro Tools, sono praticamente infinite, inoltre io mi sono equipaggiato in studio di molto hardware con ulteriori possibilità di shaping sonoro. Quindi è sempre importantissimo ricordarsi che al centro c’è la canzone, la cosa più importante è la composizione che l’artista ti porta: nella sua scrittura, nella sua armonia, nel suo testo. Non bisogna mai farsi comandare dalla possibilità tecniche ma anzi utilizzarle per creare la sonorità intorno alla canzone affinché questa possa valorizzarla nella migliore maniera possibile e che possa anche rendere capibile la composizione al maggior numero di persone”.

E per quel che riguarda la tecnica compositiva….
“La tecnica cambia a seconda del brano, attorno a me in studio ci sono tantissime macchine che mi permettono di partire con approcci diversi su ogni progetto. Per me è un divertimento e una passione, la cosa più bella che mi piace fare, i miei limiti compositivi sono all’interno di un mondo illimitato e mi diverte cambiare ogni volta l’approccio all’arrangiamento. Si può partire con un disco che è totalmente elettronico in cui molte macchine sincronizzate tra di loro creano il sonoro, per cui ad esempio una batteria elettronica sincronizzata ad un generatore di basso, o ad un synth modulare, e quello che si genera è un fulcro attorno al quale costruire; oppure si può avere un disco totalmente acustico dove il primo colpo di chitarra suonato da Davide accende l’inizio di un arrangiamento per una canzone. In generale ci tengo a cambiare il modo di comporre ogni volta”.



   
Che importanza ha per te la ritmica in un brano?
“Soprattutto da più giovane ho prediletto la parte ritmica in un brano, spesso anche trascurando la parte armonica, pur avendo studi classici (ndr, cinque anni di violino al conservatorio), e per questo mi sono sempre comprato delle macchine che potessero ‘supplire’ al mio bisogno ritmico (MPC ad esempio, o le prime batterie elettroniche) . Ho anche ricercato molto nel software la possibilità di editare ritmicamente anche delle parti armoniche.
Secondo me l’editing a regioni di Pro Tools ha creato un nuovo modo di arrangiare in cui queste regioni potevano essere ripetute, tagliate, sfumate, a metà degli anni novanta questo modo si è cominciato a sentire nei dischi: i salti ripetuti di chitarre acustiche o i salti di ritmica che sembrava quasi singhiozzassero; insomma un vero e proprio nuovo modo di pensare alla ritmica. E per me appunto la parte ritmica è sempre stata fondamentale.
Devo dire inoltre che io che non uso tantissimo gli strumenti virtuali (anche se li ho praticamente tutti per provarli o usarli se necessario) e mi affido di più a sorgenti sonore digitali esterne (sintetizzatori ce ne sono qui in studio…) o analogiche, però utilizzo molto le batterie in formato virtuale da Addictive Drums, a BFD, e ultimamente amo molto Mixosaurus che è un solo kit da 110 GB (su un hard disk esterno), favoloso”.


Perchè hai scelto di lavorare con un ICON D-Command basato su Pro Tools HD?
“Per la comodità di poter raccogliere in uno spazio contenuto l’intero spettro di funzionalità offerte da Pro Tools. Pro Tools mi piace per l’impostazione diretta dell’interfaccia grafica.
L’idea che tutto sia a portata di mano e la possibilità di poter editare insieme eventi audio e MIDI è vincente, anche se della versione Pro Tools 8 apprezzo molto l’editor MIDI integrato.
Comunque ciò che conta è la stabilità che il sistema Pro Tools HD mi offre, considerando il set-up molto esteso che utilizzo devo essere sempre certo della funzionalità e sicurezza.
Con ICON D-Command riesco poi in uno spazio contenuto a muovermi velocemente anche se sto lavorando ad una sessione di cento piste, trovo molto comodo avere un trasporto velocemente accessibile e soprattutto fare le automazioni sui plug-in è un’operazione che diventa molto semplice grazie all’opportunità di flippare i parametri sui fader, in tal modo le automazioni risultano fluide e creative”.



Maggiori informazioni
www.myspace.com/michelecanova

Per la lettura degli altri articoli/user story su ‘Fontanili 15’ di Milano cliccare sui link sottostanti:

‘Fontanili 15’ di Milano – Studio Pinaxa
Il mixaggio


‘Fontanili 15’ di Milano – Nautilus Mastering
La masterizzazione