‘Fontanili 15’ di Milano – Studio Pinaxa

25/05/09
Il mixaggio

Andando verso la periferia sud di Milano, in un edificio ben ristrutturato attorno ad un cortile si trovano tre importanti realtà musicali che si stanno affermando quale centro servizi per la discografia, un polo musicale per Milano che soprannominerei, per via dell’indirizzo, ‘Fontanili 15’. Pino ‘Pinaxa’ Pischetola uno dei più grandi nomi della fonia italiana racconta “Dopo anni di lavoro e esperienza presso i migliori studi mi è successo di avere la necessità di dover aprire un mio studio. Grazie anche ad Antonio Baglio di Nautilus Mastering, mio carissimo amico, sono saltati fuori questi locali e insieme a Michele Canova, altro mio carissimo amico, che è un produttore, abbiamo deciso di dividerci gli spazi e di fare ognuno la propria struttura, pur interagendo tra di noi, per creare un centro della musica dove sia possibile per un artista o produzione venire ed eseguire più o meno tutte le lavorazioni e i processi che riguardano il ciclo di vita di un disco”.

Lo studio Pinaxa si apre con una accogliente sala relax, cablata all’adiacente sala regia, dove inserito in un ambiente confortevole ed elegante troviamo un ICON D-Control ES con sistema Pro Tools HD 8, diverse interfacce 192 I/O, periferiche Digidesign, oltre a una buona scelta di ottimo outboard, da qui si apre una saletta ripresa, piccola ma ben studiata, e la sala macchine. Lo studio è quindi giustamente attrezzato anche per la registrazione ma nasce principalmente per offrire la fase di mixing di un disco.

   

Quanto la qualità della fase di mixing è importante nel processo della produzione discografica e in che cosa consiste?
“Direi che il sogno di ogni tecnico del suono è quello di mixare i dischi, e già questo fa capire quanto questo procedimento sia una fase importante nella creazione discografica. Un mixaggio fatto male può distruggere una bella canzone e viceversa un mixaggio fatto bene ne può tirar fuori tutte le potenzialità, perché magari non ne fa sentire gli elementi musicali più importanti per comunicare e convogliare nella giusta maniera un’emozione, ne consegue che il mix è fondamentale.
Nel mix è possibile creare gli equilibri tra gli strumenti, che oggi vengono registrati quasi sempre uno per volta, cercando di creare il suono ottimale per la canzone, perché quello che vale per un brano a volte non vale per un’altro. Per questo scopo si utilizza l’automazione che deve essere molto versatile, per esempio seguire la voce, affinché ogni parola si senta bene e che non si stacchi neanche troppo dalla base, quindi per un tecnico del suono lo strumento automazione è forse la cosa più importante. Il fatto che per esempio Pro Tools possa automatizzare non solo i volumi ma tutti i parametri dei plug-in offre una flessibilità senza precedenti e il complesso processo del mixaggio ne risulta quindi più facilitato.
Infine aggiungerei un’ultima considerazione: la tendenza ormai è registrare a casa, ogni produttore o musicista ha il suo home studio. A casa o in un project studio l’artista può concentrarsi sul fattore prettamente artistico per poi delegare al fonico la fase di elaborazione dei suoni e quindi sempre di più si viene in studio a finalizzare, e il mixaggio è la fase più importante per poter realizzare adeguatamente un disco, è lì che ci si affida ad una terza persona che ha un orecchio distaccato dal lavoro. E per far un buon mix ci vuole, purtroppo e per fortuna, tanta esperienza, lavoro e fatica”.

Perchè hai scelto un ICON D-Control ES per la sala regia?
“Ho avuto la possibilità nei mesi precedenti all’apertura di questo studio di lavorare a tre dischi molto importanti nello studio di Eros Ramazzotti (ovvero i mixaggi del suo disco, e poi l’album di Celentano e l’ultimo di Jovanotti.) Tre progetti molto complessi e, pur avendo prima usato ProControl per più di cinque anni senza problemi, devo ammettere che il fatto di essermi trovato a lavorare con ICON D-Control è stato comunque un passo in avanti notevole. Una volta familiarizzato con il sistema mi sono trovato con una velocità operativa e una flessibilità che mai avrei potuto immaginare, ad esempio guardando semplicemente brochure e depliant. Quindi quando si è concretizzata l’idea di fare lo studio, pur considerando altri sistemi, avendo avuto questa esperienza veramente positiva, non vedevo altre possibilità, per cui mi sono lanciato sulla consolle ICON (ovviamente avere Pro Tools era per me dato per scontato). L’aggiungere questa consolle soprattutto facendo mixaggi è stata una scelta perfetta. Questo è il mio strumento, come per un pianista la tastiera del pianoforte, è molto importante per me la worksurface, il mixer, avere il contatto fisico con i fader e con le manopole, è una cosa fondamentale e con ICON non ho alcun problema e non sento in alcun modo la mancanza di un banco analogico di fronte a me”.


Maggiori informazioni
www.pinaxa.com


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‘Fontanili 15’ di Milano – Studio Canova
La produzione


‘Fontanili 15’ di Milano – Nautilus Mastering
La masterizzazione